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Vino e Arte

Con Armando Castagno per scoprire l’Arte unita al Vino, le opere e gli autori per immergersi al meglio nell’abbinamento con la bellezza

a cura di Fabio Ciarla

La seconda puntata di questi appuntamenti, che potremmo definire “lunedì con l’autore”, ci portano nel mondo dell’Arte con uno dei personaggi più noti ma anche meno classificabili del mondo del vino italiano. Armando Castagno è solo in parte riconducibile alla critica enologica di casa nostra, forse anche perché la sua opera principale (sperando ne arrivino altre), riguarda la Francia. Qualche nota biografica aiuta a capire meglio, due sono le lauree: Giurisprudenza e Storia dell’Arte. Ancora più distanti dal vino, se volete, gli inizi lavorativi, scrivendo di ippica, calcio inglese e politica sportiva. Arriva poi il colpo di fulmine, la decisione di dedicarsi totalmente al vino, dapprima in AIS e poi come battitore libero.

Dal 2003 tiene Master e Corsi sul vino in tutta Italia, poi arriva anche l’incarico di insegnare “Geografia del Terroir” e “Storia dell’Arte dei Territori del Vino” presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Dal 2014 è membro della Confrérie des Chevaliers du Tastevin, ha scritto, insieme a Fabio Rizzari e Giampaolo Gravina, tre libri molto originali (“Vini da scoprire” – “Vini da scoprire. La riscossa dei vini leggeri” – “Vini artigianali italiani. Piccolo repertorio per l’anno 2019”) e da solista “Vernaccia di San Gimignano. Vino, territorio, memoria” (ediz. Italiana e inglese). Ma soprattutto, tornando alla sua passione per la Francia, nel 2017 ha dato alle stampe un volume già entrato nei desiderata degli appassionati di tutto il mondo (la versione in inglese è stata curata da un personaggio del calibro di Burton Anderson): “Borgogna. Le vigne della Côte d’Or”.

Ben 800 pagine suddivise in 27 capitoli, 32 Grands Crus, 356 Premièrs della Côte, quasi 400 monografie di singoli vigneti, il tutto accompagnato da circa 200 fotografie di Andrea Federici, una prefazione a firma di un altro grande come Michel Bettane e l’introduzione di Fabio Rizzari. Il problema vero è che, al momento, il libro nonostante le ristampe è introvabile!

Ma veniamo a noi, anche nella presentazione di questo lavoro Castagno ha raccontato di come ha lavorato con i colori, gestendo un’altra sua grande passione. Come ci spiega in questa breve chiacchierata.

Armando per te l’Arte è fondamentale ormai, qual è l’opera, o l’autore, che ti ha avvicinato a questo mondo?

«Mio nonno. Non era un autore, era un nonno, ma devo in toto a lui la mia passione precoce: mi mise in mano dei volumetti monografici a colori della Serie Arte Garzanti quando avevo forse sette anni e da allora l’arte è per me una magnifica ossessione. I libri erano piccoli ma bellissimi, stampati in Olanda su una carta strepitosa e senza il numero di pagina; costavano 500 lire. Li divoravo, e due li ho ancora con me, quelli su Henri Matisse e Maurice Utrillo, che fu probabilmente il primo artista a colpirmi davvero, forse per una questione di “forza del colore”, dato su cui sono ancora molto sensibile 44 anni dopo.

E poi mio zio, che invece è eccome un autore, si chiama Giuseppe Annese ed è pittore da sempre, ha 81 anni e vive a Parigi da quasi quaranta. Con lui ho avuto le conversazioni più profonde della mia vita sull’arte e sul suo significato. Mi ha insegnato molto e avvicinato all’umanità presente nell’opera di artisti diversi anche di epoche lontanissime, da Bosch a Van Gogh.»

In questi giorni di quarantena cosa consiglieresti a chi vuole approfondire il rapporto tra vino e arte?

«Io stesso ho un minuscolo canale YouTube e ci vado caricando piccole collezioni di opere di singoli artisti che amo, non necessariamente famosi, come Emanuele Cavalli, il Capogrossi del periodo tonalista, Gaetano Previati, Harue Koga, gli Iperrealisti, Antonio Donghi, e a breve un altro grande artista dimenticato come Oscar Ghiglia. A parte questo, una buona idea è seguire proprio i canali YouTube che trattano di arte, in particolare quelli dei Musei e delle Istituzioni principali. Vi si trovano gemme inestimabili: mi ricordo almeno quattro lectiones magistrales meravigliose, da assaporare parola per parola, tenute da Federico Zeri al Politecnico di Torino, da Massimo Cacciari all’Università di Rimini, da Fabio Sargentini al Palazzo delle Esposizioni a Roma e da Achille Bonito Oliva al Museo Ferragamo di Firenze.»

La prima opera che vedrai dal vivo alla fine della quarantena e un vino da abbinarci…

«Risposta facile, purtroppo: l’opera la cui visione ho dovuto rimandare in extremis sono le vetrate liberty della Casina delle Civette a Villa Torlonia, non lontano da casa mia. Un vino per il liberty romano? Mah. Forse un Vermouth è più adatto di un vino, ma non sono un esperto: scelto il Vermouth, mi farei consigliare da qualche amico più competente di me. Oppure un vino dalla intensa e definita coloritura aromatica ma poi sottile nello sviluppo, come il Pinot Nero 2014 della Tenuta di Montauto, in Maremma, veramente sorprendente per la qualità “borgognona” dei profumi.»

Una immersione nell’arte davvero notevole, ringraziamo dunque Armando Castagno e ci diamo appuntamento ad uno dei suoi prossimi appuntamenti dedicati proprio all’Arte in abbinamento al vino. “Dialoghi” nei quali si vanno ad approfondire i grandi maestri o alcuni movimenti artistici (Botticelli, Mantegna, l’Astrattismo), abbinandoli a vini scelti in modo coerente al tema della serata.