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Il buono del Lazio

Nel numero di dicembre de L’Assaggiatore è uscito un’interessante articolo sui vitigni del nostro territorio: il bellone e il nero buono.

Il Bellone e il Nero buono sono tra le uve più rappresentative dell’area tra Roma e Latina: un’area ampia e complessa sia da un punto di vista del territorio che del clima.

Il terreno dell’Agro Pontino  (terreno paludoso e bonificato agli inizi del ‘900) si  costata di sedimenti marini, alluvionali e eolici di epoca pleistocenica e olocenica. La grande pianura costiera termina a est e a sudest con i rilievi carbonatici tirrenici dei monti Lepini e dei monti Ausoni, composti da rocce sedimentarie calcaree, con sedimenti periferici di origine vulcanica e terre rosse, oltre a conche intermontane formate da depositi glaciali.

Mentre il clima si caratterizza per  le correnti cariche di umidità provenienti dal mar Tirreno che arrivano a scontrarsi con quelle montane dei rilievi Lepini.

Tale è la conformazione pedologica della DOC Cori: che coinvolge sia Bellone che Nero buono.

Le principali zone di coltivazione del Bellone sono la provincia di Roma e quella di Latina, in cui ricadono le denominazioni di origine:  la DOCG Frascati Superiore, la DOC Nettuno e la DOC Cori.

La storia

Il vitigno Nero Buono è coltivato quasi esclusivamente nella provincia di Latina, che vanta 90 ettari vitati a fronte dei 91,5 totali nel Lazio. La sua zona d’origine è il nostro territorio: il comune di Cori; infatti, in passato era conosciuto come Nero buono di Cori.

La leggenda vuole che a portare il vitigno nella zona sia stato Lucio Quinzio Cincinnato (520 a.C. circa-430 a.C.), politico romano che fu console e due volte dittatore.

Si deve a Cincinnato la vittoria sugli Equi; dopo tale episodio furono concessi al console degli
appezzamenti in quelle terre prima occupate dagli Equi e dai Volsci, questi ultimi stanziati proprio a Cori, alimentando quindi la leggenda che lega il vitigno al nome di Cincinnato.

Ed è proprio al console che si deve il nome della nostra azienda “fondata nel 1974 e oggi vero polo produttivo di vini da uve Nero buono e Bellone, sotto la guida del presidente Nazzareno Milita“.

L’ampelografia

La pianta di Nero buono si caratterizza per il tronco vigoroso; la foglia è medio-grande, pentagonale ed eptalobata.

Il grappolo è medio, conico e compatto; acino medio-sferoidale con buccia pruinosa, mediamente spessa e consistente.

La maturazione del Nero buono è medio-tardiva.

La vinificazione

I vini prodotti con il Nero buono si caratterizzano per l’elevata concentrazione di colore; a livello organolettico, mostrano profumi marcati di frutti neri, vinosi e di rabarbaro, e gusto di buona struttura.

La nostra azienda, grazie agli studi con l’Istituto di San Michele Appiano, è stata la prima ad intraprendere gli studi sulla genealogia di questa varietà.

Recentemente è stata fatta richiesta al Mipaaf di modificare la tipologia Cori DOC Nero buono in
Nero buono di Cori DOC, per dare maggiore tipicità alla denominazione.

La degustazione

Come scritto da Flavia Rendina “le degustazioni hanno evidenziato come i produttori stiano lavorando veramente bene e in modo coeso in direzione della qualità

 

Polluce Lazio IGT Rosso: rubino vivo; gradevole e deciso di frutta nera matura, corredata da una sensazione scura e amaricante di rabarbaro e pepe nero.

Ercole Lazio IGT Rosso: rubino scuro; si apre all’olfatto con una piacevole nota di amarena sciroppata e cacao. Coerente all’assaggio, grazie a un tannino rotondo e di ottima estrazione.

Kora Lazio IGT Rosso: un olfatto nitido e fresco, governato da sensazioni fruttate di ciliegia e arancia rossa,
con una tipica nota terrosa di sottofondo. Coerente, equilibrato e succoso al gusto, mostra un tannino di ottima estrazione, già rotondo e affusolato. Godibile sin da subito, ma di lunghe prospettive.

 

 

Un ringraziamento a Flavia Rendina e Alessandro Brizi per esserci venuti a trovare presso il nostro agriturismo.